venerdì 24 aprile 2009

Dream Theater - Live at the Marquee

Dei moltissimi live albums pubblicati dai Dream Theater questo è senza dubbio il maggiormente sottovalutato. Fu il primo della serie e il primo in assoluto ad ospitare alla voce James LaBrie, reduce dal capolavoro “Images and Words”[ATCO/Atlantic, 1992]. Sottovalutato, s'è detto. Ad onor del vero, occorre meglio contornare e definire il mood della serata in cui venne registrato. Il quintetto brucia ancora del fuoco dell’esordio, c’è troppo da dire, tanto da suonare, una bulimia inaspettata di note. Metropolis, elegante opener, parte rallentata, la strumentale improvvisata Bombay Vindaloo arranca nei suoi quasi sette minuti lungo impervie serpentine curve ed orientaleggianti caruggi, indugiandovi troppo a lungo, Kevin Moore e John Petrucci talvolta mancano il sincrono battere del tempo per una porzione di tempo infinitamente piccola, eppur udibile. Fulgido, ad un orecchio attento appare il secondo, fatidico ascolto: la lentezza di Metropolis è funzionale ad un LaBrie in stato di grazia, in alcuni punti voce persino migliore della prova registrata in studio, Bombay Vindaloo dopo tanto girovagare giunge ad incornare la melodia vincente, Petrucci e Moore s’intendono come nessun’altra coppia chitarra-tastiera nei Theater delle formazioni a venire. Myung e Portnoy restano sempre affidabili, meccanici e disumani nella precisione archetipica delle sezione ritmica. Ma è su The Killing Hand [musica: Dream Theater; testo: John Ptrucci] che bisogna insistere per promuovere alla vetta questo disco. Già perla oscura dell’esordio con Charlie Dominici alla voce [“When Dream and Day Unite”, MCA, 1989], troppo presto dimenticata, benché sostituita dall’anthem barocco “Metropolis –Part I. The Miracle and the Sleeper”, questa versione brilla superba, impreziosita da una spensierata introduzione, controcanto allo status emotivo di sospensione temporale da imporsi nella prima strofa. LaBrie non ha mai cantato così bene, azzera la precedente pur piacevole – forse troppo poco emotiva – prova di Dominici su disco. Il testo è un affascinante racconto ispirato assai vagamente alla biblica profezia di Daniele a Babilonia: un uomo viaggia a ritroso nel tempo dopo aver scoperto nomi di persone decedute inscritte in un muro. Nella sua personale ricerca della verità, scopre motivo e carnefice di quei morti e ne affronta il responsabile, ‘La mano che Uccide’, un tirannico rex-sacerdos assetato di sangue. Torna nel presente solo per scoprire che sulla lista incisa nel muro s’è aggiunto il suo nome. Conclusione dolorosa gridata nella rivelazione finale: il protagonista era l’assassino che ha punito con la morte, omicidio-suicidio. Il paradosso temporale s’arresta nel crescendo finale, a voce troncata, inevitabile segno della morte imminente, atta a ristabilire il continuum d'un lacerato tessuto cronologico.
Concludono la scaletta dell’album una thrash A Fortune in Lies (altro recupero dal primo disco) e l’evocativa Surrounded, disimpegno soft-hard di vaga ispirazione ledzeppeliniana virato in chiave hard pop U.S.A., a giocarsi un rilassato intermezzo prima di affidare a The Killing Hand e ad una vibrante Pull Me Under il tiratissimo finale della prova dal vivo e consegnare questo disco agli ascoltatori. Packaging e grafica ridotti al minimo, a differenza di blasonati eredi live, ma senza dubbio un disco da ricordare o riscoprire.

1. Metropolis (9:36)
2. A Fortune In Lies (5:10)
3. Bombay Vindaloo (6:48)
4. Surrounded (6.00)
5. Another Hand – T he Killing Hand (10:30)
6. Pull Me Under (8:42)


[1993, WEA/ATCO]

NOTA: Registrato al Marquee Club di Londra il 23 aprile 1993

VOTAZIONE: ●●●● ½

RECENSIONE FIRMATA: LEO

giovedì 16 aprile 2009

Manifesto programmatico

Questo blog è da intendersi come emanazione dell'area musicale di Recensioni Libere e dei pensieri astratti su Geomythologica, colà fuori luogo.
Si comporrà di brevi recensioni musicali impostate secondo criteri sintetici, chiari e di facile lettura. Pur non volendo ampliare il corredo già disponibile di voci enciclopediche on-line e in forma cartacea, è desiderio dei redattori del blog sfidare la corrente e pronunciarsi in modo non dissimile in quanto a brevità, ma affatto consono con i giudizi mainstream, i luoghi comuni musicali e le impostazioni ormai predefinite o di default della contemporaneità.
Molte mitologie non suffragate da dati reali sul valore e la qualità intrinseca della musica cadranno, molti miti non resisteranno. Al contrario precursori ignoti di generi oscuri torneranno agli allori della cronaca, piccole gemme tralasciate dalla critica ortodossa saranno ripescate dal dimenticatoio, capolavori ignorati verranno rivalutati, dischi live negletti ristabiliti sul podio d'onore loro negato. Astenersi critici azzimati.
Un punto mi pare particolarmente importante: il recupero di gruppi e dischi del recente passato ingiustamente o prematuramente dimenticati, senza per altro voler negare diritto di cittadinanza ad opere riconosciute come imprescindibili masterpieces - previa verifica delle intrinseche potenzialità. La valutazione verterà esclusivamente sull'aspetto artistico della forma-canzone (musica+testo in quanto veicolo di una poetica) e del contenitore album, onde ristabilire rispettosamente il nesso logico, ma tanto desueto oggidì, tra musica e arte.

Mai più di una pagina standard di formato A4 carattere 12, con una media di 1/2 pagina per rendere agile la lettura; la presenza di una scheda riassuntiva finale con titoli delle tracce, informazioni discografiche sull'album (anno di uscita, etichetta, se album storico posizioni raggiunte in classifica, singoli estratti etc...); niente cianfrusaglie od orpelli futili (immagini di backstage fini a loro stesse, copertine variant dell'album, copertine di singoli, immagini del gruppo in vacanza...); voto di valore finale su scala da 1 a 5 accompagnato da due righe max di epigrafe.
Non promettiamo nulla più di quanto non abbiamo onestamente descritto. Se cercate copertine, downloads di promo, links e video, biografie sulla vita personale degli artisti la Rete ne è già stracolma. Se volete fare un viaggio enciclopedico 'nuovo stile' e liberarvi di preconcetti assurti a moda culturale, sarete i benvenuti.
Openmindedness is all.

Le sezioni-etichette che elencheremo a fondo post e raccolte poi nella sidebar saranno: nome del gruppo, album storico, live album, retrospettiva [cioè una recensione in cui sia raccolta una serie di album accomunati da un tema comune a discrezione dell'autore del post o di un unico gruppo]

Gli autori di ogni post saranno evidenziati al fondo dello stesso.
Stay tuned...